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Chiesa di Sant’Abbondio di Vione di Mazzo di Valtellina

Chiesa di Sant’Abbondio di Vione

Non sappiamo quando sia stata fondata la piccola Chiesa di Sant’Abbondio di Vione, ma la sua struttura sembra risalire all’epoca umanistico-rinascimentale.


L’edificio è composto da un’unica aula con copertura a capriate e da un abside semicircolare voltata, affrescata e separata da una bella inferriata; sulla destra si trova l’entrata laterale, mentre la sagrestia è stata ricavata alla base del campanile. Esternamente una scala consente di raggiungere la loggia lignea che si trova sopra l’ingresso principale e di accedere al campanile. Quest’ultimo, possente rispetto alle dimensioni ridotte della chiesetta, è caratterizzato da bifore e da archetti ciechi la presenza dei quali in passato ha indotto a parlare di una architettura romanica, ma l’osservazione delle strutture murarie ha portato a concludere che il campanile fu costruito in un secondo momento rispetto alla chiesa, e quindi senz’altro non in epoca medievale. Altro corpo di fabbrica certamente sorto in un secondo momento è quello composto dalla scala esterna, dal locale sottostante e da un piccolo ambiente adiacente al campanile.

Il motivo architettonico di maggior interesse riguarda i volumi esterni dell’abside, caratterizzata da una serie di archetti decorati a graffito e datati 1587 che individuano una doppia copertura presente anche in altri edifici della zona. Sul retro dell’edificio si trovava il cimitero, la cui area è ancor oggi delimitata da inferriate, mentre il sagrato non era attraversato dalla strada come oggi ed era quindi molto più accogliente e spazioso. La semplice facciata a capanna è forata da un occhio ed è ornata da un affresco raffigurante La Vergine col Bambino tra i Santi Abbondio e Antonio da Padova, ritenuto opera di Cipriano Valorsa, cui vengono concordemente riferiti anche gli affreschi absidali. Eseguiti probabilmente verso il 1587, questi ultimi includono le scene della Flagellazione, della Deposizione, della Crocifissione, il Padre Benedicente, gli Angeli con i simboli della Passione e figure e busti di Santi e Sante. La fluidità di esecuzione, l’efficacia narrativa, la vivacità cromatica e il buono stato di conservazione fanno di questo ciclo uno dei più importanti episodi della prolungata e prolifica attività artistica del celebre pittore nativo di Grosio.

 

Sembrano essere di altra mano gli affreschi sopra la porta laterale, mentre il Giudizio Universale affrescato sopra l’arco trionfale è opera di un ignoto pittore il quale, sfruttando l’ampiezza della parete, seppe orchestrare una scena complessa ed affollata. Se entrando dalla porta principale di ha una visione di insieme del dipinto, raggiungendo la loggia è possibile apprezzare la vivacità narrativa della composizione e le variate espressioni dei volti dei santi. L’affresco sembra riferibile al Quattrocento, ma potrebbe anche essere un’opera più tarda eseguita da un maestro non particolarmente aggiornato. La chiesa conserva infine un’ancona lignea a tre nicchie nelle quali trovano posto le statue di Sant’Abbondio, di San Carlo Borromeo e, al centro, della Madonna col Bambino (XVI-XVII), opera originariamente posta sopra l’altare.

 

Orario di apertura: aperta solo per le Messe il sabato alle 18.00 e la domenica alle 9.00

 

Fonte: Chiese, torri, castelli, palazzi - i 62 monumenti della Legge Valtellina. A cura di Francesca Bormetti e Maria Sassella

 

Per informazioni:
Ufficio Turistico Tirano
Tel. +39 0342 706066 - iattirano@valtellinaturismo.com
 

 

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