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Chiesa di Sant'Ilario di Vervio

Chiesa di Sant'Ilario di Vervio

La Chiesa di Sant’Ilario viene citata per la prima volta in un documento del 1257.


La sua fondazione risale quindi ai tempi precedenti a tale data, tempi in cui Mazzo era sede di una delle pievi più importanti della Valtellina e Vervio un piccolo centro abitato. Le vicende più antiche di questo edificio sono sconosciute, sappiamo però che verso la metà del Quattrocento la chiesa fu retta dallo stesso sacerdote che amministrava il culto nella chiesa di Santa Maria di Mazzo e che solo nel 1610 Vervio divenne parrocchia autonoma. Il primitivo edificio, di cui rimangono solo alcuni muri e la parte bassa del campanile, fu ampliato in epoca rinascimentale ma l’attuale configurazione architettonica si deve ad un intervento intrapreso a partire dal 1623 su progetto del capomastro ticinese Antonio Casella: le pareti della navata furono sopraelevate e i muri rafforzati per poter contrastare la spinta della volta a botte che copre l’unica navata. Anche il campanile fu sopraelevato, mentre venne completamente ricostruito il presbiterio per decorare il quale i ticinesi Alessandro Casella e Bernardo Bianchi nel 1633 furono chiamati ad eseguire una decorazione in stucco che fa da cornice a due grandi tele raffiguranti episodi di vita del santo titolare.

Al centro del presbiterio campeggia un grandioso ciborio ligneo a tempietto, con buona probabilità opera dell’intagliatore Michele Cogoli (1645-1711), che trascorse a Vervio i suoi ultimi anni dopo aver lungamente operato in Valtellina. Nelle due cappelle sono invece collocati i due altari laterali: quello di sinistra fu costruito dall’intagliatore Baldassarre Feli di Tirano verso il 1648 su commissione della Confraternita del Rosario; quello di destra è invece dedicato a Sant’Antonio e proviene dalla Chiesa di Sant’Antonio da Padova, posta ai margini del Paese.


La chiesa conserva alcune tele di Francesco Piatti, anch’esse provenienti dalla Chiesa di Sant’Antonio, e la prima opera documentata del pittore grosino Cipriano Valorsa: un trittico datato 1551 che, entro tre nicchie individuate da una incorniciatura architettonica intagliata e dipinta, raffigura La Madonna col Bambino, Sant’Ilario e San Giovanni Battista.


Con il restauro sulla fiancata di sinistra è venuto alla luce un affresco raffigurante la Crocifissione: lo stile inconfondibile suggerisce un’attribuzione al pittore convenzionalmente denominato Giovannino da Sondalo, che potrebbe averlo eseguito verso la fine del Quattrocento, negli stessi anni in cui lavorava anche per il battistero di Mazzo. Quel che vediamo è però solo parte di una decorazione che doveva essere più estesa, perché a destra dell’affollata Crocifissione si scorge un personaggio benedicente appartenente a un’altra scena delimitata da una cornice a tortiglione cara all’artista.


Sulla sinistra della chiesa si trovano la casa parrocchiale, sorta successivamente alla costituzione della parrocchia, avvenuta nel 1610, e l’oratorio dei Disciplini. Dalla parte opposta sorge invece un imponente ossario costruito verso il 1752: purtroppo questa struttura architettonica, di una certa imponenza e forse originariamente decorata al suo interno, appare oggi di difficile lettura a causa dei pesanti interventi che pochi decenni orsono l’hanno trasformata nella nuova casa parrocchiale.

 

Orario di apertura: aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00

Orario Messe: ogni domenica in inverno alle 18.00 e in estate alle 20.00

 

Fonte: Chiese, torri, castelli, palazzi - i 62 monumenti della Legge Valtellina. A cura di Francesca Bormetti e Maria Sassella

Per informazioni:
Ufficio Turistico Tirano
Tel. +39 0342 706066 - iattirano@valtellinaturismo.com
 

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