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La Chiesa di San Rocco a Tirano

Chiesa di San Rocco

Piccolo tempio sulla strada per la Svizzera, non lontana dal torrente Poschiavino, la sua costruzione sarebbe stata intrapresa celando scopi strategico-militari.

La chiesa di San Rocco si trova a Tirano in località Rasiga, all’imbocco della Val Poschiavo e non lontana dal torrente Poschiavino lungo il quale sorgevano in passato le segherie che hanno dato il nome al quartiere.


Secondo la tradizione la sua costruzione sarebbe stata intrapresa nel 1526 (o forse nel 1531) da Gian Giacomo de Medici detto il Medeghino, castellano di Musso cattolico e filospagnolo, intenzionato a strappare la Valtellina e la Valchiavenna ai Grigioni.


Per non richiamare troppo l’attenzione, il Medeghino avrebbe inviato a Tirano un suo emissario frate il quale, convinti i tiranesi dell’opportunità di erigere una chiesa dedicata al santo protettore degli appestati, avrebbe dato avvio al progetto; apparentemente si avviava quindi la costruzione di una nuova chiesa, in realtà si voleva predisporre una struttura fortificata da utilizzare come base militare, ma i Grigioni se ne accorsero e bloccarono i lavori, tanté che nel 1589 il vescovo Ninguarda definiva ancora “imperfecta” la chiesa di San Rocco, solo in seguito completata dai tiranesi.


Trova così spiegazione la strana configurazione ottagonale del San Rocco di Tirano, che ricorda una fortezza dai robusti contrafforti ed insieme un sacro tempio a concezione centrica.


L’impianto prevede un’aula ottagonale con cappelle alternativamente quadrate e semicircolari. Gli angoli del corpo centrale, segnati esternamente da robusti contrafforti, sono individuati internamente da slanciate lesene reggenti un cornicione sul quale si imposta una volta stellare illuminata da occhi aperti nelle lunette. Il campanile fu costruito nel 1645 sul fronte meridionale e risulta affiancato da altri corpi di fabbrica aggiunti.


Internamente, è la struttura architettonica in sé che dà “carattere” all’edificio: mancano infatti apparati decorativi quali affreschi, stucchi o sculture, anche se nel 1752 il vescovo Neuroni poteva ancora vedere un affresco datato 1540 con La Madonna, il Bambino e i santi Giovanni, Battista, Rocco e Sebastiano, non più esistente. Gli arredi sono ridotti a un pulpito e a semplici confessionali; sull’altar maggiore campeggia una statua di San Rocco, mentre sull’altare laterale si trovano due statue di santi vescovi e una pala raffigurante La Vergine col Bambino e santi.


Il portal maggiore in pietra verde con intarsi marmorei reca la data 1751 e l’iscrizione AB UTRAQUE LUE PROTEGE NOS (Proteggici da ambedue le pesti, vale a dire da quella del corpo e da quella dell’anima), e la sua realizzazione rientra certamente nei lavori di ristrutturazione e di ornamento intrapresi grazie anche al generoso contributo della famiglia Salis.


In controfacciata è appeso un olio su tela raffigurante Cristo in croce fra San Sebastiano, la Madonna, San Francesco d’Assisi e San Rocco; fu probabilmente commissionato durante la terribile ondata di pestilenza del 1635-37 e presenta sullo sfondo un panorama urbano in cui sembra di poter riconoscere la sagoma del campanile del Santuario e quindi una rappresentazione della Tirano dell’epoca.

 

Orari di apertura: luglio e agosto ogni domenica Messa alle 20.30



Per informazioni:
Ufficio Turistico Tirano
Tel. +39 0342 706066 - iattirano@valtellinaturismo.com

 

 

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